Racconti

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LE ORIGINI

- Anno terrestre 1975, con il tele-trasporto siamo giunti all’interno di una  sala parto, di fronte a noi abbiamo il seguente scenario:  una donna sdraiata a gambe divaricate su di un lettino, è in travaglio per far nascere la sua bambina. La sentiamo urlare come una bertuccia e la vediamo spingere come un ariete. Un pinguino le sta accanto e l’assiste al parto. NO, Rettifico! non è un pinguino, ma una suora nana, percepiamo la sua voce che pronuncia le seguenti parole: “Ferma signora, non spinga, la bimba ha il cordone ombelicale attorno al collo, potrebbe strozzarla!!”  –  Sorte avversa! Neanche è nata e già vogliono strangolarla! -

Iniziano allora le manovre per far uscire la poppante: il medico infila una mano nella vagina per accertarsi che il cordone non sia troppo stretto e impedisca il respiro alla bambina, la donna ulula dal dolore, la suora che tenta di calmarla le sale sopra la pancia per spingere meglio e far uscire la neoanta. Il dottore, ruotando ad ovest e poi ad est la mano, cerca di districare quella fune viscida ed insanguinata, ma gli scivolano le dita e a quel punto prende una forbice per tagliare la corda – No mica vuole scappare! – Recide il cordone e gli schizzi di sangue sono ovunque !! la monaca cerca di tamponare ed intanto il medico  tira fuori  dal  ventre  quella creatura viscosa e  sporca

- CHE SCHIFO!! – Dopo qualche ora di sofferenza il parto è riuscito! Anche la neonata sta bene nonostante quei segni bluastri al collo.

“Stia tranquilla signora è tutto apposto, quell’ecchimosi andranno via nel giro di una settimana”,  la  conforta il dottore.

La suora da uno ceffone alla bimba che di conseguenza incomincia a frignare   –  Non bastava che volessero torcerle il collo ! Ora pure a schiaffi la  prendono? Ma che razza di pianeta è la Terra? …. meglio andare via! –

Così  ci allontaniamo dalla scena sfumando leggermente in dissolvenza e lasciamo che la madre abbracci la figlia:

Da questo momento in poi, iniziano le Dis-Avventure di SuZanne !!!

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LA MUCCA COL MUCCHINO

Le abituali favole iniziano sempre con : “C’era una volta…”, ma questa che vi stò per raccontare ha un inizio diverso dal momento che è una storia dei nostri tempi, e quindi :

“C’è un contadino che vive con la sua famiglia  in una modesta fattoria, in un paese al ridosso delle montagne. La coppia ha un bambino 2 anni, di nome Manuelino il quale  da pochi giorni ha iniziato a parlare e camminare; poi c’è la loro Carlotta, una bella mucca da latte,  di quelle classiche bianche pezzate di nero con il muso rosa, che si vedono pascolare per i campi, e che da un mese ha partorito un bel vitellino, anzi un MUCCHINO come lo chiama il piccolo Manuelino, perché ancora non conosce  il termine corretto! La coppia trascorre le giornate coltivando l’orto e mungendo la bella Carlotta, che come ho già detto produce latte e ne fa talmente tanto che il contadino lo vende al mercato del paese.

Un bel giorno, come tanti, il Fattore mentre si recava al mercato  per la solita vendita del latte, incontrò un amico che gli disse – Hai sentito alla radio che tutte le mucche stanno male? – ed il contadino sbalordito rispose – Io non ho molto tempo per sentire la radio, ho tanto lavoro da fare ! cos’hanno le mucche? – chiese. – Hanno un virus – rispose l’amico – le mucche hanno mangiato dell’erba avvelenata e ora non producono più latte buono, la gente si ammala e non lo compra più! -     – La mia Carlotta mangia l’erba del mio campo che non è avvelenata, e il suo latte è buono. Allora venderò il mio latte anche al di fuori del paese, cosicché altre persone potranno berlo e stare bene!-

Detto e fatto il giorno dopo il contadino insieme alla sua famiglia ed in compagnia della loro inseparabile mucca e il suo mucchino partirono per  altri luoghi.

La gente contenta e soddisfatta di bere il suo latte, che era veramente buono e sano, organizzò una festa in suo onore.

Nella piazza principale del suo paese, adorna di festoni e lucette, allestirono un palco per la banda musicale, ai lati del quale c’erano delle enormi tavolate imbandite di formaggi, caci, mozzarelle e altri prodotti derivati dal suo latte. Tutti erano felici, ballavano e cantavano.. Durante la serata fecero salire sul palco il contadino, ed il sindaco rivolto a tutti i presenti disse – E’ con mio immenso piacere che conferisco al nostro caro compaesano una medaglia  per ringraziarlo del buon gesto compiuto – .

A fine serata e festa finita, il contadino tornò a casa con i suoi  familiari portando in mano la moneta celebrativa che  raffigurava la “sua mucca col mucchino”, hops Vitellino. E da quel giorno anche le altre mucche del paese mangiarono l’erba del suo campo e cominciarono a produrre il latte più buono di tutto il territorio.

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10.06.12 SAN GIOVENALE

Passeggio in un centro abitato, antico di milioni di Secoli fa , intorno a me solo sassi e grandi pietre è ciò che ne rimane. La calma, il silenzio fanno da cornice a questo paesaggio incantato; qui come allora i prati e i boschi sono rimasti uguali; il cinguettio degli uccelli, il volo di diversi insetti dalle variate specie: farfalle, api, calabroni… un ragno è lì indisturbato che tesse la sua tela, le formiche alacremente lavorano tutto il dì. né semafori né smog! Tutti si danno un gran da fare come ai suoi tempi gli abitanti di questo posto, sembra di vederli ancora, mentre pigiano l’uva per il vino, raccogliere la legna per il fuoco. Ed ora non c’è più nulla, l’erba alta ha ricoperto gran parte di quelle dimore ma il tempo non sembra essere cambiato. Un mozzicone di sigaretta per terra… qualcuno prima di me è stato qui ! Lascio questo luogo ameno, portando via con me i ricordi di un tempo andato…

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